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Menu digitale per il bar: listino, cocktail e allergeni

9 min di lettura

Il menu digitale del bar, dalla colazione all'aperitivo: voci scritte bene, prezzi al banco e al tavolo chiari, allergeni nei cocktail, esaurito e QR.

Il menu digitale di un bar è il listino che il cliente apre inquadrando un QR al banco o sul tavolino: caffetteria e colazioni, pranzo veloce, aperitivo e drink, con i prezzi giusti, gli allergeni scritti e le cose finite segnate come tali. Non è la carta di un ristorante in piccolo: si legge in piedi, in pochi secondi, e cambia più volte al giorno. Ecco come organizzarlo, scrivere le voci, mostrare i prezzi del banco e del tavolo e non dimenticare gli allergeni.

Un listino che segue la giornata

Il cliente delle otto cerca il cappuccino e il cornetto, quello delle sette di sera lo spritz. Metti le sezioni nell'ordine in cui passa la giornata, così ognuno trova la sua parte senza scorrere tutto:

  • Caffetteria: espresso, cappuccino, orzo, ginseng, tè, e le bevande vegetali che hai.
  • Colazione: brioche, dolci, spremute, yogurt.
  • Pranzo veloce: tramezzini, toast, piadine, insalate, se li fai.
  • Aperitivo: spritz, analcolici e quello che accompagna il bicchiere.
  • Cocktail, Vini al calice, Birre: separati, perché chi cerca una birra non vuole leggere dieci cocktail.

Meglio poche voci che il cliente legge tutte di quaranta cocktail di cui ne prepari otto. E se una proposta c'è solo in certi giorni, scrivilo nel nome della voce: «Colazione salata (sabato e domenica)».

Come scrivere le voci del listino

In un bar la descrizione è una riga: cosa c'è nel bicchiere o nel piatto e, se c'è, cosa lo distingue. Gli esempi che seguono sono inventati per mostrare la forma: ingredienti e prezzi sono i tuoi.

  • Cornetto alla crema — sfoglia al burro, crema pasticcera.
  • Cappuccino — anche con bevanda di soia o d'avena.
  • Marocchino — da noi: espresso, cacao e schiuma di latte, nel bicchierino di vetro.
  • Spritz — bitter all'arancia, prosecco, soda, fetta d'arancia.
  • Negroni — gin, vermouth rosso e bitter in parti uguali.
  • Whiskey sour — bourbon, limone, zucchero, albume d'uovo.
  • Analcolico della casa — succo di pompelmo, sciroppo di rosmarino fatto da noi, acqua tonica.

Le regole dietro questi esempi sono poche:

  • Nei cocktail, prima il distillato di base, poi il resto nell'ordine in cui lo diresti al banco.
  • Scrivi gli ingredienti che fanno scegliere o evitare: l'albume nel sour, la bevanda vegetale disponibile.
  • «Fatto da noi» solo se è vero. Se la crema arriva pronta, non scriverlo: il cliente abituale se ne accorge.
  • Spiega i nomi regionali. Marocchino, caffè leccese, bicerin cambiano da una città all'altra: una riga evita la domanda al banco e aiuta il turista.

Per descrizioni che vendono senza gonfiare c'è la guida alle descrizioni dei piatti.

Prezzi al banco e al tavolo: il cliente deve saperlo prima

In molti bar la stessa consumazione costa di più al tavolo. Il principio è uno: chi si siede deve sapere quale prezzo pagherà prima di ordinare, non scoprirlo allo scontrino, dove nascono le discussioni alla cassa e le recensioni arrabbiate.

Le strade per farlo con chiarezza sono tre:

  • Due colonne, banco e tavolo, voce per voce. Sul listino di carta è la più trasparente.
  • Due listini: al banco quello del banco, sui tavolini quello del tavolo.
  • Un prezzo e una regola scritta una volta, ben visibile dove ci si siede: per esempio «Servizio al tavolo: +0,50 € su ogni consumazione». La cifra è un esempio.

Come e dove esporre i prezzi in un pubblico esercizio lo stabiliscono regole che possono cambiare da regione a regione e da comune a comune, e il menu col QR non prende il posto di quello che ti viene chiesto di esporre: per il tuo caso chiedi all'associazione di categoria o allo sportello per le attività produttive del Comune. Quali regole abbiamo trovato, e cosa conviene tenere su carta accanto al QR, lo spieghiamo in menu solo con il QR.

In Menudetto ogni voce ha un prezzo, non due colonne. Con il piano Pro, che ha i menu illimitati, la strada più pulita sono due listini: usi «Duplica menu…», chiami la copia «Listino al tavolo» e scrivi in chat «alza di 50 centesimi tutta la sezione Caffetteria». Vedi le voci che cambiano, prima e dopo, e confermi. La copia nasce spenta: la pubblichi e la metti online quando è pronta. Ogni menu ha il suo QR: quello al banco apre il listino del banco, quello sui tavolini il listino del tavolo. Il rovescio della medaglia: una voce nuova, un prezzo cambiato o un esaurito vanno segnati in tutti e due.

Con il piano gratuito, che comprende un menu, la soluzione più semplice è il prezzo del banco nel listino e la regola del tavolo stampata sul cartoncino del QR, dove chi si siede la legge prima di inquadrare.

Allergeni: valgono anche per il cappuccino e per lo spritz

Il Regolamento UE 1169/2011 chiede che il cliente possa conoscere i 14 allergeni di quello che servi, e per le regole europee le bevande sono alimenti (Reg. CE 178/2002, articolo 2). Il cornetto al banco e il cocktail al tavolo non fanno eccezione. In un bar gli allergeni si nascondono in punti precisi:

  • Latte: cappuccino, latte macchiato, brioche al burro, panna, creme di liquore.
  • Bevande vegetali: non tolgono gli allergeni, li cambiano. La soia è nella lista, la mandorla è frutta a guscio, l'avena è tra i cereali che contengono glutine.
  • Glutine: brioche, toast, tramezzini, taralli e salatini dell'aperitivo, birra.
  • Uova: impasti delle brioche, maionese, l'albume dei sour.
  • Frutta a guscio: creme al pistacchio o alla nocciola, granella, la mandorla del caffè leccese.
  • Arachidi: sono un allergene a sé, distinto dalla frutta a guscio. Se le servi con l'aperitivo, vanno dichiarate.
  • Solfiti: vino, il prosecco dello spritz, il vermouth, a volte la frutta essiccata. Vanno indicati sopra i 10 mg per litro o per chilo, espressi come anidride solforosa totale: se l'etichetta del vino dice «contiene solfiti», la scelta prudente è riportarlo anche nel cocktail che lo usa.
  • Sedano e pesce: il Bloody Mary, con il sale al sedano e la salsa Worcestershire, che di solito contiene acciughe.

Per i distillati il regolamento prevede eccezioni precise: cereali, frutta a guscio e siero di latte usati per produrli non vanno dichiarati. Una crema di liquore, però, può contenere ingredienti aggiunti dopo: leggi l'etichetta, come per brioche e dolci che compri pronti, e riporta nel listino quello che trovi. Se le brioche arrivano surgelate da cuocere, c'è anche la dicitura sui prodotti surgelati da mettere.

In Menudetto, prima di pubblicare, ti viene chiesto di confermare gli allergeni delle voci nuove; con il Pro te li propone l'AI a partire dagli ingredienti, ma li confermi tu. Chi inquadra il QR può nascondere le voci con l'allergene che deve evitare, e la pagina gli ricorda di dirlo comunque al personale. Per dove e come indicarli c'è la guida alla tabella allergeni; per i dubbi sul tuo caso il riferimento resta il consulente per la sicurezza alimentare o l'autorità sanitaria locale.

Il QR al banco, sui tavolini e in vetrina

Ogni menu ha il suo QR, e l'indirizzo resta lo stesso a ogni pubblicazione: lo stampi una volta e cambi quello che c'è dietro. In un bar i posti che contano sono tre:

  • Al banco, vicino alla cassa, dove si aspetta: il cliente guarda il listino invece di chiedere «cosa avete?».
  • Su ogni tavolino, su un cartoncino o un adesivo, con una riga che dice cosa si trova: «Il nostro listino, anche nella tua lingua».
  • In vetrina o nel dehors, per chi vuole vedere l'aperitivo prima di entrare.

Stampalo abbastanza grande da inquadrarlo senza alzarsi, su una superficie che non riflette la luce, e provalo da seduto con due telefoni diversi prima di distribuire i cartoncini. Il codice si scarica in PNG o in SVG. Per misure e posizionamento c'è la guida al QR code nel locale.

Finiti i cornetti alla crema? Esaurito in un tocco

Alle dieci i cornetti alla crema sono finiti, e sul listino di carta restano lì. In Menudetto accanto a ogni voce c'è un tasto per segnarla esaurita: lo tocchi, oppure lo dici a voce o in chat, «il cornetto alla crema è finito», e chi inquadra il QR vede la voce barrata con la scritta «Esaurito» nella sua lingua. La voce non sparisce, e non serve ripubblicare. Quando torna disponibile la riattivi con lo stesso gesto: non si rimette a posto da sola il mattino dopo, quindi fa parte della routine d'apertura.

Con il Pro puoi invitare chi lavora al banco come membro dello staff: può segnare esaurito e rimettere disponibile, e nient'altro. Prezzi e voci nuove passano invece dalla pubblicazione: vedi cosa cambia, confermi, pubblichi, e il QR resta lo stesso.

Le lingue per i turisti

Il turista al banco ordina in fretta, spesso indicando col dito: un listino nella sua lingua risparmia la domanda a lui e la spiegazione a te. Con il piano gratuito il menu si legge in sei lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco e portoghese. Con il Pro in 33, e ogni lingua nuova viene preparata la prima volta che qualcuno la chiede.

Due attenzioni. Certi nomi non si traducono, si spiegano: spritz, marocchino, caffè corretto o shakerato restano come sono, ed è la descrizione a dire cosa c'è dentro. E tieni semplici i nomi delle sezioni: oggi, nella pagina pubblica, restano nella lingua in cui li hai scritti, mentre voci e descrizioni si traducono. «Cocktail», «Aperitivo» o «Caffè» li riconosce quasi chiunque. Il resto è nella guida alla traduzione del menu.

Il listino stampato serve ancora

Al banco, in vetrina, per chi non vuole tirare fuori il telefono, il listino stampato serve ancora. In Menudetto la vista «Stampa» prepara il listino da stampare o salvare in PDF a partire dallo stesso menu, con tutte le voci, anche quelle segnate esaurite: la carta non deve cambiare a ogni cornetto finito. Alla pubblicazione puoi anche farti mandare per mail il PDF del menu, il QR e la lista degli allergeni, tre file pronti per la stampa. E se oggi il tuo listino è un foglio plastificato, puoi partire da una foto: Menudetto ne estrae voci e prezzi, tu controlli e correggi prima di pubblicare.

In sintesi

Un buon listino da bar segue la giornata, ha voci di una riga, dice il prezzo del tavolo prima che il cliente si sieda e dichiara gli allergeni anche nel cappuccino e nel cocktail. Menudetto si occupa della parte che in un bar cambia più spesso: aggiungi le voci in chat o a voce, confermi gli allergeni, pubblichi, segni esaurito con un tocco, e il QR resta quello. Cosa scrivere nel listino e come esporre i prezzi restano scelte tue. Un riassunto è nella pagina sul menu digitale per bar; se vuoi provarlo sul tuo listino, crea il menu gratis.

Domande frequenti

Come mostro i prezzi al banco e al tavolo nel menu digitale del bar?

Il cliente deve sapere quale prezzo paga prima di ordinare: due colonne, due listini separati oppure un prezzo con una regola scritta dove ci si siede. In Menudetto ogni voce ha un prezzo: con il Pro duplichi il menu in un «Listino al tavolo» con il suo QR; con il piano gratuito tieni il prezzo del banco e stampi la regola del tavolo sul cartoncino del QR. Per gli obblighi di esposizione chiedi all'associazione di categoria o al Comune.

Gli allergeni vanno indicati anche per i cocktail e la caffetteria?

Sì. Il Reg. UE 1169/2011 vale per quello che servi, e per il Reg. CE 178/2002 le bevande sono alimenti. Attenzione a latte e bevande vegetali (soia, mandorla, avena), glutine nella birra e nelle brioche, uova nei sour, solfiti nel vino e nello spritz, sedano e pesce nel Bloody Mary. Per i distillati ci sono eccezioni precise; per liquori e prodotti pronti leggi l'etichetta.

Come segno che una brioche o un cocktail sono finiti?

Tocchi il tasto dell'esaurito accanto alla voce, oppure lo dici a voce o in chat. Chi inquadra il QR vede la voce barrata con la scritta «Esaurito», senza che tu debba ripubblicare. Quando torna disponibile la riattivi con lo stesso gesto: non si rimette a posto da sola.

Mi serve un QR diverso per il banco e per i tavolini?

Solo se usi listini diversi. Ogni menu ha il suo QR, con un indirizzo che non cambia quando pubblichi: con un solo listino lo stesso codice va al banco, sui tavolini e in vetrina. Con due listini, banco e tavolo, ognuno ha il suo.

In quante lingue si legge il listino del bar?

Con il piano gratuito in sei: italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco e portoghese. Con il Pro in 33. Nomi come spritz o marocchino conviene lasciarli come sono e spiegarli nella descrizione.

Menu digitale per il bar: listino, cocktail e allergeni