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Menu solo con il QR è a norma? Le 3 cose da tenere su carta

8 min di lettura

QR sì, solo QR no: cosa chiedono il TULPS, le leggi regionali e il D.Lgs. 231/2017 su prezzi e allergeni, e come tenere la carta uguale al QR.

Il tavolo quattro inquadra il QR e ordina in due minuti. Il tavolo sei no: lui ha il telefono scarico, lei l'ha lasciato in macchina. Il cameriere prova a elencare i piatti a voce, poi arriva la domanda: «Nel secondo di pesce c'è frutta a guscio?». E in quel momento il menu sta tutto dentro un telefono che non c'è.

La risposta alla domanda del titolo è questa: il QR come menu principale va bene; il QR come unico menu, in Italia, no. Non perché una legge vieti il digitale, ma perché le regole su prezzi e allergeni chiedono cose che un QR da solo non fa: prezzi leggibili da chiunque, spesso anche da fuori, e una documentazione scritta sugli allergeni.

Premessa doverosa: questo articolo non è una consulenza legale. Abbiamo letto le norme nei testi ufficiali a settembre 2026. Le regole sui prezzi cambiano da regione a regione: per il tuo locale fa fede quello che ti dicono il SUAP del Comune, la tua associazione di categoria o il tuo consulente.

La risposta breve: tre cose da tenere su carta

  • Il menu con i prezzi esposto fuori, o leggibile da fuori, se la tua regione lo chiede. Molte lo fanno.
  • La documentazione scritta degli allergeni, piatto per piatto, facile da trovare per il cliente e per chi controlla.
  • Una copia stampata e aggiornata del menu nel locale, per chi non usa il telefono. È anche il modo più semplice per avere la tariffa dei prezzi davvero esposta.

Il resto può vivere nel QR: foto, descrizioni, traduzioni, piatti esauriti. Vediamo da dove arriva ciascuna delle tre.

Si può avere solo il menu digitale?

Nessuna norma nazionale che abbiamo trovato dice, con queste parole, «il menu di carta va dato su richiesta». Tre regole, messe insieme, portano però lì.

La tariffa dei prezzi esposta. Il regolamento di pubblica sicurezza del 1940 (R.D. 6 maggio 1940, n. 635, art. 180), che su Normattiva risulta ancora vigente, chiede ai pubblici esercenti di tenere esposte nel locale, «in luogo visibile al pubblico», la licenza e la tariffa dei prezzi. Un QR appeso al muro rimanda alla tariffa, ma non è la tariffa: chi non ha il telefono non la vede. È la nostra lettura, ed è la più prudente.

Il listino prima dell'ordinazione. Le leggi regionali precisano come si espongono i prezzi. In Lombardia (L.R. 2 febbraio 2010, n. 6, art. 77), se c'è servizio al tavolo, il listino va messo a disposizione dei clienti prima dell'ordinazione, con l'eventuale costo del servizio, e il prezzo deve essere «chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico». Un listino che si apre solo con uno smartphone è a disposizione di chi ce l'ha.

Gli allergeni per iscritto. È la regola più esplicita, e la vediamo tra poco.

Il risultato pratico: la carta nel locale deve esserci comunque. A quel punto, darla a chi la chiede non costa niente.

I prezzi vanno esposti anche fuori?

In molte regioni sì, ed è la parte che il QR copre peggio. Due esempi, letti nei testi ufficiali:

  • Lombardia, L.R. 6/2010, art. 77: per le bevande basta una tabella all'interno; per il cibo si aggiunge «l'obbligo di esposizione del menù anche all'esterno dell'esercizio, o comunque leggibile dall'esterno».
  • Veneto, L.R. 21 settembre 2007, n. 29, art. 30: nel testo pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione, i prezzi vanno esposti in modo visibile «anche dall'esterno durante l'orario di apertura» e chi serve pasti espone fuori un menu analogo a quello del tavolo. Lo stesso articolo chiede che il menu dica se gli alimenti non freschi sono surgelati o congelati: ne parliamo nella guida ai surgelati nel menu.

Altre regioni usano formule diverse, e i comuni possono avere regolamenti propri sui pubblici esercizi: la regola del tuo locale la trovi al SUAP.

Un QR sulla porta, da solo, rende il menu «leggibile dall'esterno»? Secondo noi è una scommessa da non fare: chi passa deve poter leggere quanto costa un primo senza tirare fuori il telefono. Il QR in vetrina va benissimo accanto al menu stampato, non al suo posto.

Gli allergeni possono stare solo nel QR?

No, e qui la norma è scritta chiara. Il Regolamento UE 1169/2011 (art. 44) rende obbligatoria l'indicazione degli allergeni anche per il cibo non preimballato, quello che servi al tavolo, e lascia agli Stati il compito di stabilire con quali mezzi darla. L'Italia l'ha fatto con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231. L'articolo 19, comma 8, dice che l'indicazione va data per ogni alimento, prima che venga servito, «su menù o registro o apposito cartello o altro sistema equivalente, anche digitale, da tenere bene in vista». E subito dopo: «In caso di utilizzo di sistemi digitali, le informazioni fornite dovranno risultare anche da una documentazione scritta e facilmente reperibile sia per l'autorità competente sia per il consumatore finale».

Il digitale quindi è ammesso, ma con la carta dietro. Già nel 2015 il Ministero della Salute, in una nota alle regioni (prot. 3674 del 6 febbraio 2015), aveva scritto che app, codici a barre e QR «non possono essere in ogni caso predisposti quali unici strumenti», perché non facilmente accessibili a tutta la popolazione. Per i casi in cui l'informazione si chiede al personale, la stessa nota voleva che il personale avesse letto la documentazione e lo avesse confermato per iscritto.

Le sanzioni stanno nell'articolo 23 dello stesso decreto: da 3.000 a 24.000 euro se l'indicazione degli allergeni manca, da 1.000 a 8.000 se è data con modalità diverse da quelle previste, da 500 a 4.000 se la violazione riguarda solo aspetti formali. In quale caso rientri un QR senza copia scritta lo valuta chi controlla, non noi: parlane con il tuo consulente per la sicurezza alimentare. Come impostare la dichiarazione piatto per piatto lo trovi nella guida alla tabella allergeni.

E chi non ha lo smartphone?

È proprio il cliente per cui esistono le regole di sopra: il telefono scarico a fine giornata, la sala interrata senza campo, il turista che non vuole usare i dati, la persona anziana che il QR non lo apre, chi preferisce la carta.

Tre accorgimenti costano pochissimo:

  • Offrilo tu, prima che te lo chiedano. «Le porto anche il menu di carta?», detto mentre appoggi il segnaposto con il QR, toglie l'imbarazzo a chi non vuole ammettere di non saperlo usare.
  • Scrivi l'indirizzo sotto il QR. Se la fotocamera non legge il codice, chi ha il telefono può digitarlo nel browser. È uno dei consigli della nostra guida ai QR code per il ristorante.
  • Stampa in modo leggibile. Una copia in corpo grande, con i prezzi allineati e la legenda degli allergeni in fondo, serve a chi vede poco e a chi il telefono ce l'ha ma è stanco di ingrandire.

Come fare un menu digitale che regge un controllo

Il problema vero non è avere la carta: è averla uguale al QR. Il menu digitale cambia in dieci secondi, il foglio plastificato al banco resta quello di tre settimane fa, e due menu che dicono cose diverse sono peggio di uno solo. Il metodo che suggeriamo:

  1. Una sola fonte. Il menu lo modifichi in un posto solo, quello digitale, e la carta la stampi da lì. Niente correzioni a penna sul foglio.
  2. Il menu fuori, stampato, in vetrina o in un espositore all'ingresso, se la tua regione lo chiede. E anche se non lo chiede: è la prima cosa che guarda chi passa.
  3. La copia al banco, stampata dallo stesso menu, con la data di stampa scritta sul foglio. È quella da dare a chi non usa il telefono e da mostrare a chi controlla.
  4. La documentazione degli allergeni, piatto per piatto, nello stesso posto della copia al banco. Tutto il personale sa dov'è.
  5. Una regola di ristampa. Cambi un piatto, un prezzo o un ingrediente nel QR? Ristampi lo stesso giorno. Se un piatto manca solo per una sera, basta segnarlo come esaurito: la carta non va rifatta.
  6. Un cartello chiaro, per esempio: «Il menu completo, con prezzi e allergeni, è disponibile anche su carta: chiedetelo al personale». Adatta la formula a quello che ti dice il consulente.

Il punto 5 è quello che salta per primo, perché ristampare è una seccatura.

Con Menudetto

In Menudetto il menu digitale e la carta escono dalla stessa fonte. Nell'app c'è la scheda Stampa: un tocco su «Stampa / Salva PDF» apre la finestra di stampa del telefono o del computer, e da lì stampi il foglio o lo salvi in PDF. Il foglio riporta tutti i piatti, anche quelli segnati come esauriti, con i prezzi, i numeri degli allergeni e la legenda in fondo.

Se qualche piatto non ha ancora la dichiarazione degli allergeni, il pulsante si disattiva e la schermata ti porta alla revisione; se stampi lo stesso dal browser, il foglio esce con la scritta «BOZZA — non consegnare ai clienti». Un menu senza allergeni dichiarati è proprio il foglio che non deve finire sul tavolo.

Quando pubblichi, Menudetto ti chiede: «Vuoi ricevere il PDF, il QR e la lista allergeni via mail?». Se rispondi sì, ricevi tre file della versione appena pubblicata: il menu in A4; il segnaposto con il QR, l'indirizzo scritto sotto e le lingue disponibili; la tabella degli allergeni, una griglia dei piatti per i 14 allergeni, con la data nel piede di pagina. Se qualche piatto non è ancora verificato, la tabella lo segna come da verificare invece di lasciarlo vuoto. Quando sono tutti verificati, quella tabella è la documentazione scritta da tenere al banco.

Per il resto: modifichi il menu in chat o a voce, con il piano Pro l'AI propone gli allergeni e tu li confermi, e chi inquadra il QR legge il menu in sei lingue con il piano gratuito, fino a 33 con Pro.

I limiti, detti chiari: la stampa esce nella lingua in cui hai scritto il menu, non nelle traduzioni; la carta non si aggiorna da sola, sei tu a ristamparla quando cambi qualcosa; e Menudetto non conosce la legge della tua regione né sostituisce il tuo consulente. Ti toglie il lavoro di rifare il foglio, non la decisione di farlo.

In sintesi

Il QR va bene come menu principale, non come unico menu. La tariffa dei prezzi va esposta nel locale, molte regioni chiedono il menu anche all'esterno, e per gli allergeni il D.Lgs. 231/2017 accetta il digitale solo con dietro una documentazione scritta. Tieni su carta tre cose: il menu fuori, la copia aggiornata al banco, la tabella degli allergeni. Stampale dalla stessa fonte del QR, ristampale quando cambi qualcosa, e per le regole del tuo comune senti il SUAP o il consulente.

Domande frequenti

Posso usare solo il menu con il QR code nel mio ristorante?

Come menu principale sì, come unico menu no. La tariffa dei prezzi va esposta nel locale (R.D. 635/1940, art. 180), molte regioni chiedono il menu anche all'esterno, e per gli allergeni il D.Lgs. 231/2017 (art. 19, comma 8) vuole che un sistema digitale sia accompagnato da una documentazione scritta facilmente reperibile. Per il tuo caso senti il SUAP o il consulente.

Devo dare il menu di carta a chi lo chiede?

Non abbiamo trovato una norma nazionale che lo dica con queste parole. Ma per prezzi e allergeni la carta nel locale deve esserci comunque, e il listino va messo a disposizione prima dell'ordinazione: offrirla a chi non usa il telefono non costa nulla e toglie ogni dubbio.

Il menu va esposto anche fuori dal ristorante?

Dipende dalla regione. In Lombardia (L.R. 6/2010, art. 77) il menu va esposto anche all'esterno o comunque reso leggibile dall'esterno; in Veneto (L.R. 29/2007, art. 30) si espone fuori un menu analogo a quello del tavolo. La regola del tuo comune la trovi al SUAP.

Gli allergeni possono stare solo nel menu digitale?

No. Il D.Lgs. 231/2017 ammette i sistemi digitali, ma le informazioni devono risultare anche da una documentazione scritta facilmente reperibile per il cliente e per l'autorità. Le sanzioni dell'art. 23 vanno da 500 a 24.000 euro a seconda della violazione: quale si applichi lo valuta chi controlla.

Come tengo la copia stampata uguale al menu del QR?

Una sola fonte: modifichi il menu digitale e stampi da lì, con la data sul foglio, e ristampi lo stesso giorno di ogni modifica a piatti, prezzi o ingredienti. Con Menudetto la scheda Stampa stampa o salva in PDF il menu attuale, e alla pubblicazione puoi ricevere per mail menu, QR e tabella allergeni.

Menu solo con il QR è a norma? Le 3 cose da tenere su carta