Menu vegano completo: esempio di 22 piatti per il ristorante
Un menu vegano completo da adattare: 22 piatti dall'antipasto al dolce con descrizioni e allergeni, come segnalarli e dove si nascondono burro e uova.
Un menu vegano completo, in un ristorante che vegano non è, vuol dire tre cose: almeno una proposta vera per ogni portata, costruita su legumi, cereali e verdure invece che togliendo la carne; gli allergeni dichiarati su ogni piatto, come per tutti gli altri; un segno chiaro in carta che dica quali piatti sono vegani. Qui sotto trovi un esempio di 22 piatti con le descrizioni pronte da adattare, poi come segnalarli e gli errori che fanno cadere l'etichetta.
Prima dell'esempio, la scena tipica. Venerdì sera, tavolo quattro: «Il risotto alla zucca è vegano?». Il cameriere va in cucina e torna con la risposta onesta: no, è mantecato con burro e parmigiano, e il brodo è fatto col dado. Nessuno ha mentito, ma nessuno ci aveva pensato. Il piatto era vegano per tre quarti, e il quarto che manca è quello che conta. Perché le opzioni veg spostano interi tavoli e come progettarle lo spiega la guida al menu vegano e vegetariano; qui si va sul concreto.
Vegano, vegetariano, plant-based: tre parole diverse
- Vegano: nessun ingrediente di origine animale. Niente carne né pesce, e nemmeno latte e derivati, uova, miele o gelatina animale.
- Vegetariano: niente carne né pesce; latte, uova e miele sì. Chi è vegetariano stretto evita anche i formaggi fatti con caglio animale, e il Parmigiano Reggiano DOP, per esempio, si fa con caglio di vitello.
- Plant-based: è una parola di marketing, non una categoria. Non dice al cliente se nel piatto c'è un cucchiaio di burro. Se il piatto è vegano, scrivi vegano.
A livello europeo una definizione di legge di «vegano» e «vegetariano» ancora non c'è: il Regolamento UE 1169/2011 prevede che la Commissione adotti regole sull'idoneità degli alimenti per vegetariani e vegani (articolo 36), ma alla data in cui scriviamo quell'atto non risulta adottato. Resta il principio generale dello stesso regolamento: le informazioni non devono indurre in errore. Se scrivi «vegano», deve essere vero dalla padella al piatto. Per come applicarlo nel tuo locale, il riferimento è il tuo consulente per la sicurezza alimentare.
Il menu vegano completo: 22 piatti di esempio
Cinque antipasti, cinque primi, quattro secondi, quattro contorni e quattro dolci. Le descrizioni sono pronte da adattare. Gli allergeni sono quelli della ricetta base scritta qui: sono un esempio, non una dichiarazione valida per la tua cucina, perché cambiano con la tua ricetta, il tuo pane, il tuo brodo e i tuoi semilavorati. E guarda quanti ce ne sono: vegano non vuol dire senza allergeni.
Antipasti
- Hummus di ceci con pane arabo tostato: ceci frullati con tahina, limone e cumino, olio extravergine e paprica. Allergeni: sesamo, glutine.
- Caponata: melanzane, sedano, cipolla, olive e capperi in agrodolce. Allergeni: sedano; solfiti, se l'aceto li riporta in etichetta.
- Farinata di ceci al rosmarino: farina di ceci, acqua e olio, cotta in teglia fino alla crosticina. Allergeni: nessuno dei 14 nella ricetta base.
- Bruschetta al pomodoro e basilico: pane casereccio tostato, pomodoro, aglio, basilico e olio. Allergeni: glutine.
- Pinzimonio con salsa alla senape: finocchio, carota, sedano e ravanelli crudi, con una salsa di senape, olio e limone. Allergeni: sedano, senape.
Primi
- Spaghetti aglio, olio e peperoncino con pangrattato tostato: la briciola croccante al posto del formaggio. Allergeni: glutine.
- Orecchiette con cime di rapa: orecchiette di semola e acqua, cime di rapa, aglio, peperoncino e pane tostato. La ricetta classica ha le acciughe, questa no. Allergeni: glutine.
- Pasta e ceci: ceci cotti a lungo con rosmarino e un soffritto di sedano, carota e cipolla. Allergeni: glutine, sedano.
- Risotto alla zucca e rosmarino: cotto nel brodo vegetale e mantecato con olio extravergine, senza burro né formaggio. Allergeni: sedano, dal brodo; solfiti, se lo sfumi con il vino.
- Gnocchi di patate al pomodoro e basilico: impastati con patate e farina, senza uovo. Allergeni: glutine.
Secondi
- Polpette di lenticchie al sugo: lenticchie, pangrattato e prezzemolo, cotte in forno e ripassate nel pomodoro. Allergeni: glutine.
- Tofu alla piastra con verdure saltate: tofu dorato, verdure croccanti, salsa di soia e semi di sesamo. Allergeni: soia, sesamo; glutine, se la salsa di soia contiene frumento.
- Seitan al pomodoro con olive e capperi: seitan a fette, cotto a fuoco lento nel sugo. Allergeni: glutine, perché il seitan è glutine di frumento; soia, se è cotto con la salsa di soia.
- Cous cous con verdure e ceci speziati: cous cous di grano duro, verdure di stagione, ceci, cumino e coriandolo. Allergeni: glutine; sedano, se lo cuoci nel brodo vegetale.
Contorni
- Patate al forno al rosmarino: Allergeni: nessuno dei 14 nella ricetta base.
- Cicoria ripassata con aglio e peperoncino: Allergeni: nessuno dei 14 nella ricetta base.
- Verdure grigliate con salsa verde: prezzemolo, capperi, mollica di pane e aceto, senza le acciughe e senza l'uovo della ricetta classica. Allergeni: glutine; solfiti, se l'aceto li riporta.
- Insalata di finocchi, arance e olive: Allergeni: nessuno dei 14 nella ricetta base.
Dolci
- Sorbetto al limone: Allergeni: nessuno, se la base non contiene albume o latte. Alcune basi pronte li contengono: leggi l'etichetta.
- Torta al cacao e olio extravergine: senza uova e senza burro, con cacao amaro. Allergeni: glutine.
- Budino al latte di cocco con salsa di mango: addensato con agar agar, un'alga, al posto della colla di pesce. Allergeni: nessuno dei 14 nella ricetta base.
- Pere cotte nel vino rosso con cannella: Allergeni: solfiti. Chiedi al produttore come è chiarificato il vino: ne parliamo più sotto.
Per i tuoi piatti veri, riporta gli allergeni della tua ricetta nella tabella allergeni; come impostarla lo spiega la guida alla tabella allergeni. Se vuoi scrivere descrizioni tue, c'è la guida alle descrizioni dei piatti. Nelle descrizioni dell'esempio non trovi «fatto in casa», «fresco» o «bio»: sono parole che devi poter dimostrare, e le aggiungi solo se sono vere.
Se stai preparando il menu delle feste, da questa lista escono anche le alternative vegane alle portate di Natale: la pasta e ceci al posto del primo in brodo, le polpette di lenticchie al posto del secondo, piatti che si preparano in anticipo. Prezzo per persona, portate e date di quel menu sono nella guida al menu di Natale per il ristorante.
Come segnalarlo nel menu
- Simbolo e legenda. Un simbolo per vegano e uno diverso per vegetariano, mai lo stesso. La legenda va in testa al menu, o in ogni pagina in cui compare il simbolo. Usa un segno tuo, una V o una foglia, e non il logo di una certificazione che non hai.
- Sezione dedicata. «Proposte vegane», dopo gli antipasti o in fondo. Il cliente vegano trova tutto con un colpo d'occhio; il rovescio è che i piatti escono dalle portate, e chi vegano non è li vede meno.
- La parola nel piatto. Il primo vegano sta tra i primi, con «vegano» nel nome o in apertura di descrizione. In un menu digitale è la più semplice.
E il filtro? In un menu digitale il cliente può nascondere i piatti che contengono un certo allergene. Utile, ma nascondere latte, uova, pesce, crostacei e molluschi non lascia solo i piatti vegani. La carne non è tra i 14 allergeni, e nemmeno il miele o la gelatina animale. Un filtro per allergeni non è un filtro vegano.
Gli errori tipici: dove si nasconde l'ingrediente animale
- Il brodo. Dado e granulare possono contenere carne o grassi animali. Leggi l'etichetta, o il brodo fallo tu.
- La mantecatura. Burro e formaggio nel risotto, una noce di burro sulla pasta ripassata, il formaggio grattugiato «per finire».
- Pane, focaccia, grissini. Alcuni hanno strutto, latte o burro.
- La pasta. Quella fresca è spesso all'uovo, e alcuni gnocchi hanno l'uovo nell'impasto.
- I semilavorati. Pasta sfoglia al burro, pesto con il formaggio, maionese con l'uovo, salse pronte con acciughe o estratto di carne.
- Il miele. Nelle glasse, nei dolci, nei condimenti per l'insalata.
- La gelatina. Colla di pesce o gelatina animale in bavaresi, glasse e decorazioni.
- La frittura. Verdure pastellate fritte nello stesso olio del pesce o delle cotolette non sono più vegane.
- Vino e birra. Possono essere chiarificati con colla di pesce, albume o caseina. Il Regolamento UE 1169/2011 esenta proprio la colla di pesce usata come chiarificante nel vino e nella birra dall'obbligo di dichiararla come allergene, quindi l'etichetta può non dirtelo: chiedi al produttore.
Il metodo è uno: per ogni semilavorato leggi la lista ingredienti, non solo gli allergeni evidenziati. L'evidenziato ti segnala latte e uova; strutto, miele e gelatina non li segnala, perché non sono allergeni.
I nomi: «crema di anacardi», non «formaggio vegano»
Nell'esempio non c'è un «formaggio vegano» né una «bistecca di seitan», e non è pignoleria. Nel 2017 la Corte di giustizia UE (causa C-422/16, TofuTown) ha stabilito che denominazioni come latte, panna, burro, formaggio e yogurt sono riservate ai prodotti lattiero-caseari anche se accompagnate da una precisazione come «vegetale», salvo poche eccezioni elencate dall'Unione: in italiano latte di mandorla, latte di cocco, burro di cacao e fagiolini al burro. E il Regolamento (UE) 2026/1739, pubblicato a luglio 2026, riserva ai prodotti a base di carne termini come pollo, filetto, petto e bistecca, con applicazione differita di tre anni dall'entrata in vigore.
Sono regole scritte per i prodotti in commercio: come si applichino al nome di un piatto in carta, chiedilo al tuo consulente. La scelta prudente però non costa niente: chiama il piatto con quello che c'è dentro. «Polpette di lenticchie», «crema di anacardi», «tofu alla piastra» sono chiari per tutti.
Con Menudetto: cosa fa e cosa no
- Sezioni e piatti in chat o a voce. «Crea la sezione Proposte vegane», poi «sposta lì la pasta e ceci»: lo scrivi o lo dici. Un piatto sta in una sola sezione, quindi scegli se tenere i vegani nella loro sezione o nelle portate.
- La parola «vegano» la scrivi tu. Menudetto non ha un'icona vegana né un filtro vegano: il piatto lo segnali nel nome, nella descrizione o con la sezione. «Migliora descrizione» riscrive il testo ma non aggiunge «vegano» di sua iniziativa; se l'hai scritto tu lo lascia, e te lo segnala come claim da poter dimostrare.
- Allergeni rivisti prima di pubblicare. Con il piano Pro l'AI propone gli allergeni leggendo gli ingredienti, e sei tu a confermarli; con il piano gratuito li dichiari tu. Un piatto che non hai confermato non esce come verificato.
- Il filtro per chi mangia. Chi inquadra il QR può nascondere i piatti con gli allergeni che sceglie. Aiuta il cliente vegano, ma non è un filtro vegano.
- Lingue e stampa. Il menu si legge in 6 lingue con il piano gratuito e in 33 con il Pro. Alla pubblicazione puoi farti mandare per mail il PDF del menu, il QR e la lista allergeni.
Il resto, cioè ricette, semilavorati e padelle, resta in cucina, ed è lì che un piatto diventa vegano davvero. Se vuoi mettere online il tuo menu con le proposte vegane segnalate bene, prova Menudetto gratis.
Domande frequenti
Cosa deve avere un menu vegano completo?
Almeno una proposta vera per ogni portata, dall'antipasto al dolce, costruita su legumi, cereali e verdure; gli allergeni dichiarati su ogni piatto; un segno chiaro in carta che dica quali piatti sono vegani. L'esempio dell'articolo ne mette in fila 22.
Che differenza c'è tra vegano, vegetariano e plant-based?
Vegano esclude ogni ingrediente animale, compresi latte, uova e miele. Vegetariano esclude carne e pesce, ma ammette latte, uova e miele. Plant-based è una parola di marketing che non dice se nel piatto c'è burro: in carta, se è vegano, scrivi vegano.
Un piatto vegano è senza allergeni?
No. Può contenere glutine, soia, sesamo, sedano, senape o solfiti, e va dichiarato per i 14 allergeni del Reg. UE 1169/2011 come ogni altro piatto.
Esiste una definizione di legge di «vegano»?
A livello europeo non ancora: il Reg. UE 1169/2011 prevede che la Commissione la stabilisca (articolo 36), ma alla data di verifica l'atto non risulta adottato. Vale il principio generale per cui l'informazione non deve indurre in errore; per il tuo caso, chiedi al consulente per la sicurezza alimentare.
Un filtro per allergeni basta a trovare i piatti vegani?
No. Nascondere latte, uova, pesce, crostacei e molluschi non esclude la carne, il miele o la gelatina animale, che non sono allergeni. I piatti vegani vanno segnalati con un simbolo e una legenda, con la parola nel piatto o con una sezione dedicata.